Fratelli e sorelle granata, la serata si chiude col coro della Maratona: «Ho visto un grande Toro, innamorato so’». Un coro che racconta meglio di tante parole la soddisfazione di chi, dopo tante delusioni, finalmente vede la propria squadra giocare con carattere, personalità e voglia di vincere. Quella contro il Monza è stata probabilmente la migliore prestazione dell’era Abate, una partita che ha messo in evidenza la crescita del Torino e che permette di guardare con maggiore fiducia al futuro.
Per analizzare correttamente questa vittoria bisogna partire anche dai demeriti del Monza, con una precisazione fondamentale: sono stati soprattutto i meriti del Toro a metterli a nudo. I brianzoli, evidentemente, si erano illusi di potersela giocare alla pari con noi, ma il campo ha raccontato una storia completamente diversa. La prestazione corale del Torino, la superiorità mostrata in campo e la capacità di schiacciare gli avversari nella loro trequarti hanno evidenziato tutti i limiti di una squadra che, per quanto visto questa sera, è nettamente inferiore ai granata e che dovrà lottare duramente per evitare la retrocessione. Juric dopo il Toro non ne azzecca più una, forse è quello che si merita per il disprezzo che ci ha mostrato.
Naturalmente, non è stata una partita priva di errori (pochi comunque). L’unica vera sbavatura da imputare al Torino è il gol dell’1-1 concesso a inizio secondo tempo, una rete regalata da una disattenzione di Comuzzo che ha permesso al Monza di rientrare momentaneamente in partita. Un episodio che avrebbe potuto complicare la serata, ma che non ha cancellato quanto di buono si era visto fino a quel momento e, soprattutto, non ha impedito alla squadra di reagire, riordinare le idee e continuare a imporre il proprio gioco.
La successione delle marcature racconta bene l’andamento della gara: al 39′ Fitz-Jim porta in vantaggio il Torino, al 47′ Varela trova il pareggio per il Monza, al 61′ Belghali riporta avanti il Toro, al 73′ Vlasic firma il 3-1 e nel finale arriva l’autorete di Patterson al 94′, che porta il risultato sul 3-2, senza però cambiare il giudizio complessivo sulla prestazione. Il Toro ha saputo costruire la vittoria attraverso il gioco, la compattezza e la capacità di reagire all’unico errore davvero significativo della serata.
Tre sono i giocatori che meritano una menzione particolare: Belghali, Vlasic e Adams. Belghali ha disputato una prova di grande rilievo, impreziosita dal gol del 2-1, ma anche da discese e cross che hanno dato sostanza alla sua prestazione. Una sorpresa positiva, soprattutto per chi non si aspettava un contributo così importante. Vlasic ha confermato il proprio peso nella manovra granata, trovando anche la rete del 3-1, mentre Adams ha rappresentato uno dei punti di riferimento della squadra, dimostrando ancora una volta di essere un giocatore che non molla mai. Tre protagonisti diversi, accomunati dalla capacità di mettere le proprie qualità al servizio del collettivo.
Ma sarebbe sbagliato fermarsi soltanto ai nomi di chi ha segnato o si è messo maggiormente in evidenza: una delle notizie migliori della serata è proprio la coralità della prestazione. Il Torino ha giocato da squadra, con pochi errori, sostenendosi nei momenti di difficoltà e trovando le soluzioni necessarie per riprendere in mano la partita dopo il pareggio del Monza. Anche le sostituzioni hanno dato risposte positive. I giocatori entrati nella ripresa, tra cui Gineitis e il Cobra, hanno fatto il proprio dovere, dimostrando di poter contribuire alla causa senza abbassare il livello di attenzione e di intensità. In una partita nella quale il gruppo ha funzionato nel suo insieme, anche chi è subentrato ha meritato l’applauso finale della Maratona.
Da segnalare inoltre alcune parate importanti di Perri, interventi che hanno contribuito a proteggere il risultato e a dare sicurezza alla squadra nei momenti in cui il Monza ha provato a riaprire la gara. Nessuno ha commesso errori eclatanti, fatta eccezione per la disattenzione che ha portato al pareggio, e questo è un altro elemento che permette di valutare positivamente la prova.
Il successo contro il Monza assume un significato ancora maggiore se lo si inserisce nel percorso delle ultime settimane: il Torino conquista la terza vittoria consecutiva, una striscia che mancava dal 2019. Non si tratta soltanto di un dato statistico, ma di un segnale importante per una squadra che aveva bisogno di ritrovare fiducia e continuità e per una tifoseria che da troppo tempo aspettava di vedere una formazione capace di trasmettere entusiasmo. Tre vittorie di fila possono cambiare il clima attorno alla squadra, ma soprattutto possono rappresentare la base sulla quale costruire un percorso più solido. Per questo la partita contro il Monza non deve essere considerata un episodio isolato, bensì una tappa da confermare nelle prossime uscite.
Un merito particolare va ad Abate, che questa sera sembra finalmente aver quadrato il cerchio. Dopo mesi di lavoro, il tecnico è riuscito a dare forma a una prestazione realmente corale, traducendo la superiorità mostrata sul campo in tre gol e in una vittoria che non lascia molti dubbi sul valore della prova. La sensazione è che il Torino stia finalmente trovando un equilibrio e un’identità più riconoscibili.
Non bisogna dimenticare però neppure la prestazione di Parma, che aveva già offerto segnali positivi e che oggi trova una conferma importante. È proprio la continuità tra queste partite a rendere più interessante il percorso del Torino: non soltanto una singola serata riuscita, ma la possibilità di vedere una squadra capace di ripetere prestazioni convincenti e di affrontare gli avversari con la stessa determinazione.
Il precedente confronto con la Coppa Italia con il Monza rende questa vittoria ancora più significativa. In quell’occasione Juric aveva impartito ad Abate una lezione tattica, riuscendo a eliminare il Toro con diversi giocatori non titolari. Oggi qualcosa sembra cambiato. Il Torino di questa sera è apparso diverso per organizzazione, atteggiamento e capacità di stare in campo, e la rivincita sportiva non riguarda soltanto il risultato, ma anche la risposta data sul piano del gioco.
La partita contro il Monza ha mostrato un Abate più consapevole delle soluzioni a disposizione e una squadra che sembra aver compreso meglio come affrontare le diverse situazioni della gara.
Adesso, però, viene la parte più difficile: confermare quanto di buono è stato fatto. La prossima partita sarà in casa contro il Como e non dovrà essere affrontata con la presunzione di chi pensa di aver già risolto ogni problema. Serviranno la stessa concentrazione, la stessa coralità, la stessa determinazione e la capacità di limitare gli errori.
Riassumendo: il Torino ha superato il test contro il Monza, Abate ha dato segnali importanti e le tre vittorie consecutive rappresentano un risultato che mancava da sette anni. Ora occorre trasformare questo momento positivo in continuità, perché soltanto attraverso altre prestazioni convincenti si potrà capire se la squadra ha davvero trovato la propria strada.
Fratelli e sorelle granata, godiamoci questa serata e l’applauso meritato dalla Maratona, senza dimenticare che il campionato non concede pause: il Toro ha dimostrato di poter essere più forte del Monza, ma adesso deve dimostrare di poter mantenere questo livello anche contro il Como. Solo allora potremo dire che il cerchio è davvero quadrato e che il lavoro di Abate sta dando i frutti sperati.
E sempre un bel “CAIRO VATTENE”–
romo

