Caccia alla Roma con il cerotto in attacco (e con il cuore in curva): lunedì al Grande Torino sarà una battaglia!
Lunedì alle 18:30 si torna in campo per Torino-Roma, e diciamolo subito: mister Abate si ritrova a gestire una bella gatta da pelare. Tra infortuni e defezioni, far tremare i giallorossi non sarà un’impresa da poco, ma la voglia di rivalsa non manca di certo.
L’infermeria ci penalizza: chi gioca davanti? La sfortuna non ne vuole sapere di lasciarci in pace. Ché Adams è finito KO per un guaio all’adduttore e deve alzare bandiera bianca. “El Cholito” Simeone ha il mal di schiena e stringe i denti per riuscire almeno ad accomodarsi in panchina dopo il provino di lunedì mattina. E Zapata? Duvan sta tornando, ma spingerlo subito dentro dal 1′ dopo un lungo stop è un rischio enorme. Il mister sta pensando all’invenzione Vlasic da “falso nove”, magari supportato dal giovane Kulenovic o dall’estro degli esterni per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria.
I probabili 11 granata In porta Perri, scortato dalla difesa a tre composta da Comuzzo, Ismajli e Cömert. A centrocampo spazio al dinamismo con la regia di Mandragora affiancato da Fitz-Jim e Gineitis, mentre Fortini e Cacciamani avranno il compito di macinare chilometri sulle fasce. Davanti toccherà inventare qualcosa per far male.
- TORINO (3-5-1-1): Perri; Comuzzo, Ismajli, Cömert; Fortini, Fitz-Jim, Mandragora, Gineitis, Cacciamani; Vlasic; Kulenovic (o Simeone/Zapata). All. Abate.
In 20.000 allo stadio: la contestazione non è un capriccio da “maicuntent”! Di lunedì, a orario di lavoro, chiunque altro si tirerebbe indietro. Noi no. Il Grande Torino si prepara a spingere la squadra con ben 20.000 cuori granata sugli spalti. L’amore per la maglia non si discute e per 90 minuti si penserà solo a soffrire e caricare i ragazzi.
E a chi bolla ancora la protesta come il solito mugugno da “maicuntent“, la realtà offre una smentita sonora e lampante: ci ritroviamo alla quarta di campionato già con gli uomini contati e in piena emergenza in attacco, per non parlare di un reparto difensivo che resta tutt’ora un’incognita ricucita all’ultimo. Questa non è paranoia dei tifosi, è la diretta conseguenza di una programmazione tirata al risparmio.
La spaccatura con Urbano Cairo è insanabile proprio per questo: la Maratona e tutto lo stadio faranno sentire la propria voce contro una presidenza accusata di non voler mai fare il vero salto di qualità. La richiesta della piazza è sempre la stessa, forte e chiara: cedete la società. Ora però palla al centro, perché contro la Roma c’è da sputare il sangue!
Oscar Maiorano

