La Roma rilancia per CACCIAMANI

Cairo e il Torino: l’arte di monetizzare il futuro, mentre Abate e i tifosi restano a guardare.

La Roma rilancia per Alessio Cacciamani. Il tecnico spinge per tenerlo, ma per la presidenza granata sarà soltanto l’ennesimo bancomat di mercato?

A Torino cambia la stagione, cambiano le maglie e persino la guida tecnica, ma c’è un’unica, immutabile certezza: la trasformazione del club in una fredda boutique di compravendita dove il progetto sportivo viene regolarmente barattato per la massima plusvalenza possibile.

L’ultima vittima designata sull’altare del bilancio si chiama Alessio Cacciamani, gioiello classe 2007 reduci da un’ottima annata in prestito e già entrato nelle mire affamate della Roma.

Di fronte al primo tentativo capitolino da circa 10-12 milioni di euro, la dirigenza granata ha alzato il muro dei 15-20 milioni. Una presa di posizione che in una società normale verrebbe scambiata per orgoglio o protezione del proprio patrimonio tecnico, ma che a Torino ha ormai il sapore stantio della solita sceneggiata negoziale.

L’obiettivo del presidente Urbano Cairo non è affatto fare muro per blindare il ragazzo è semplicemente alzare la posta, tirare la corda e spuntare qualche milione in più prima di apporre la firma sulla cessione.

A rendere il quadro ancora più desolante è il cortocircuito con la gestione tecnica, sulla panchina granata si è appena insediato Ignazio Abate, l’allenatore che Cacciamani lo ha visto crescere, plasmato e valorizzato nell’esperienza alla Juve Stabia.

Per Abate, il classe 2007 rappresenta il pilastro su cui fondare la catena di sinistra, il profilo perfetto intorno al quale costruire identità e futuro. Ma nel Torino di Cairo le richieste degli allenatori e le legittime ambizioni della piazza valgono zero di fronte all’opportunità di monetizzare.

Il copione è un doloroso déjà-vu.

I tifosi granata hanno già visto questo film troppe volte: da Bremer a Buongiorno, passando per Singo e Bellanova. Il copione prevede una finta resistenza iniziale, dichiarazioni di incedibilità ad uso e consumo delle telecamere, e poi la resa immediata non appena la grande di turno presenta l’assegno sperato.

La trattativa con la Roma si avvia così verso un esito ampiamente annunciato, mentre Abate continuerà disperatamente a chiedere garanzie tecniche sul campo, la proprietà attenderà solo il segnale del bonifico in entrata.

Alessio Cacciamani partirà per la Capitale e in via Viotti ( dove c’è la prestigiosa sede del Torino fc) ci si continuerà a vantare dei conti in ordine e della lungimiranza finanziaria.

Rimane solo una domanda che la tifoseria si pone ormai da troppi anni: a cosa serve iscriversi al campionato se l’unico vero trofeo a cui la società aspira è l’ennesimo attivo di bilancio?

Oscar Maiorano Osservatorio Granata

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renzo fantino
renzo fantino
26 giorni fa

il solito gran bastardo

Mauro
Mauro
25 giorni fa

Coso deve vendere la società non i giocatori!

Maurizio
Maurizio
24 giorni fa

Oscar, un lurido sciacallo presiede da 21 anni ma i fessi che vanno allo stadio sono peggio di lui

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