Frosinone-Torino, prepartita

Sorelle e fratelli granata, 

arriviamo a questa trasferta di Frosinone con ancora negli occhi e nella testa quanto accaduto contro il Como. Una partita che ci aveva fatto ben sperare, nella quale il Torino era riuscito a tenere il risultato dalla propria parte fino a pochi minuti dal termine, prima di crollare in maniera tanto improvvisa quanto dolorosa.

Certo, alla vigilia il Como partiva con i favori del pronostico e una sua vittoria poteva anche essere considerata un risultato prevedibile, ma il modo in cui è maturata la sconfitta lascia inevitabilmente qualche interrogativo. Prendere tre gol in una manciata di minuti, dopo aver accarezzato la possibilità di portare a casa un risultato positivo, non è soltanto una questione tattica: è una botta che può incidere sulla testa dei giocatori, sulle certezze del gruppo e soprattutto sull’inerzia che la squadra sembrava aver ritrovato dopo tre vittorie consecutive.

Adesso bisognerà capire se il Torino sarà stato capace di archiviare quella serata, trasformando la delusione in rabbia agonistica, oppure se quanto accaduto avrà lasciato qualche cicatrice.

Ma prima ancora di parlare della partita, credo sia necessario fare chiarezza sugli obiettivi stagionali. La classifica, in questo momento, ci consente di guardare al futuro con una certa tranquillità, ma non dobbiamo confondere una buona posizione con un traguardo già raggiunto.

Facciamo due conti: un punto a partita, nell’arco delle trentotto giornate di campionato, significa arrivare a quota 38, una media che rappresenta abbastanza fedelmente la soglia della salvezza. Diciamo che tra i 35 e i 40 punti si colloca il primo obiettivo concreto di questa stagione. E il Torino, con la media attuale, è sostanzialmente in linea, anzi leggermente sopra quella necessaria.

Discorso completamente diverso se vogliamo cominciare a parlare di Europa e di coppe. Per ambire a qualcosa di più importante bisogna necessariamente alzare l’asticella e ragionare su una quota che si avvicini ai 55-60 punti. Significa aggiungere almeno una ventina di punti al nostro obiettivo minimo e mantenere una media decisamente superiore a quella attuale.

Siamo in grado di farlo? È ancora presto per dirlo. Quello che possiamo affermare è che la salvezza deve rimanere il primo traguardo da mettere in cassaforte, senza però rinunciare all’ambizione di costruire qualcosa di più importante. Saranno il rendimento, la continuità e soprattutto la capacità di affrontare le partite difficili a dirci dove potrà arrivare questo Torino.

E proprio una partita difficile ci aspetta a Frosinone. Anzi, probabilmente una delle peggiori che potessero capitarci in questo momento.

I ciociari sono una vera macchina da gol, una squadra che ha fatto dell’aggressività offensiva e della ricerca continua della porta avversaria la propria filosofia. Per certi aspetti ricordano il Foggia di Zeman: una formazione che pensa soprattutto ad attaccare, che porta tanti uomini nella metà campo avversaria, costruisce occasioni in quantità e cerca sistematicamente di segnare un gol in più dell’avversario.

Naturalmente, come succedeva con quelle squadre, una simile impostazione comporta anche dei rischi. La coperta è corta e, quando si spinge con tanti uomini, inevitabilmente si concedono spazi e opportunità agli avversari. Il Frosinone segna molto, ma concede anche parecchio.

Il problema è capire se il Torino abbia oggi le caratteristiche per approfittarne. La nostra difesa non offre ancora garanzie sufficienti per pensare di poter contenere senza difficoltà un attacco così prolifico, mentre davanti non abbiamo dimostrato di possedere quella continuità realizzativa necessaria per mettere ripetutamente in difficoltà una difesa che concede occasioni.

Ecco perché temo una partita particolarmente complicata, potenzialmente aperta e ricca di gol. Il rischio è quello di ritrovarci dentro una gara che non ci è congeniale, nella quale il Frosinone possa imporre il proprio ritmo e trascinarci in una specie di partita a inseguimento. Non mi stupirei, purtroppo, di un risultato pesante, anche un 3-1, un 4-2 o addirittura un 5-2.

Ma non voglio nemmeno dimenticare quello che questa squadra ci ha mostrato nelle ultime uscite. Al di là dei limiti tecnici e delle difficoltà che conosciamo, il Torino ha fatto vedere una certa garra, la capacità di lottare e di non arrendersi anche quando la partita si mette male.

Se riusciremo a portare la sfida sul piano fisico, a sporcare il gioco del Frosinone e a limitarne le folate offensive, potremmo anche trovare le condizioni per giocarcela. Non sarà semplice, ma proprio perché il Frosinone lascia spazi, qualche opportunità potrebbe esserci.

È una partita piena di incognite, nella quale partiamo con diversi interrogativi e con la consapevolezza di poter soffrire parecchio, ma anche con la speranza di vedere un Torino capace di sorprendere e tornare a casa con qualcosa di positivo.

E mentre ci prepariamo a questa trasferta, c’è un’altra questione che continua a pesare sull’ambiente granata: il silenzio di Urbano Cairo.

 Urbano Cairo, che sceglie il silenzio proprio quando servirebbero spiegazioni (forse su troppi argomenti). Non si tratta di un’assenza neutra, ma di un presidente che sembra ricordarsi del suo ruolo solo nei momenti comodi, evitando il confronto con chi aspetta risposte. Il Torino dovrà dimostrare sul campo quello che vale, ma la piazza, da Cairo, aspetta risposte da molto più tempo.–

romo

Condividi l'articolo
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest

1 Commento
Vecchi
Più recenti Le più votate
Mauro
Mauro
1 ora fa

Io dal proprietario del nostro Toro mi aspetto solo che se ne vada.

News correlate

1
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x