IL LOGORANTE MODELLO TORO: MENTRE IL SASSUOLO AGISCE, AL TORINO SI RIFLETTE
L’ennesimo sorpasso di mercato — dopo Obrador, anche Sebastiano Esposito finisce in Emilia — evidenzia tutti i limiti della gestione granata: trattative interminabili, attendismo paralizzante e colpi soffiatI all’ultimo metro.
In casa Torino il tempo sembra avere un valore diverso rispetto al resto della Serie A. Mentre nel calcio moderno la velocità di esecuzione è tutto, la dirigenza granata continua a muoversi con un ritmo esasperante, trasformando ogni sessione di mercato in una snervante corsa ad ostacoli fatta di sondaggi infiniti, rilanci al ribasso e riflessioni prolungate.
Il confronto con realtà meglio strutturate — come il Sassuolo — risulta spietato.
- Il caso Obrador: Un terzino seguito, valutato e “cotto a lento fuoco” per settimane dalla dirigenza granata.Dopo averlo avuto in prestito per la seconda parte della stagione, non è stato riscattato , ma poi successivamente un ulteriore tentativo di riceverlo nuovamente in prestito da Benfica.
- È bastato che il Sassuolo entrasse in scena con idee chiare, cash e programmazione, per vederlo volare in Emilia senza che da Torino arrivasse una vera contromossa.
- Lo sgarbo Esposito: Una trattativa condotta per quasi un mese. Un profilo individuato come ideale, corteggiato a lungo ma mai affondato con decisione. Appena il Sassuolo ha intravisto la cessione di Pinamonti alla Lazio, ha applicato il “modello gestionale emiliano”: incasso immediato, blitz da società normale e accordo che sarà “molto probabilmente” chiuso in 48 ore.
L’Eterno Paradosso Granata
Il problema non è la mancanza di visione scouting, ma l’incurabile lentezza operativa. Il Torino individua i profili giusti, ma temporeggia nella speranza di spuntare mezzo milione di sconto o un prestito privo di obbligo. Un modus operandi che produce regolarmente tre effetti nefasti:
- Il fattore logoramento: I club venditori si stancano dell’attendismo e si aprono ad altri interlocutori appena si presenta un’alternativa concreta.
- I costi dell’emergenza: Perdere gli obiettivi primari inseguiti per settimane costringe poi la società a ridursi agli ultimi giorni di mercato per cercare rimpiazzi di ripiego, spesso strapagati o fuori condizione.
- Il danno per la guida tecnica: L’allenatore si trova ad affrontare la preparazione e i primi impegni ufficiali con un cantiere aperto, mentre le concorrenti completano la rosa nei tempi giusti.
Mentre il Sassuolo dimostra ancora una volta cosa significa cogliere le opportunità di mercato con tempestività e cinismo, al Torino resta in mano l’ennesimo pugno di mosche e la sensazione che, senza un cambio di marcia decisionale, la storia sia destinata a ripetersi all’infinito.
Oscar Maiorano


Società volutamente gestita alla “pisello” di cane. Coso è un gobbo!
Il problema, enorme e non piu’ gestibile, e’ uno solo: il dottor urbano roberto cairo!
Hai ragione Oscar purtroppo finché non arriva una società vera la storia non cambierà mai.
Questo personaggio è stato messo lì per far morire il Toro e fino a quando non l’ha distrutto non se ne andrà.
Però poi ci sono gli ottusi che vanno allo stadio, strameritiamo Cairo per altri 50 anni. I laziali altra stoffa, altra dignità
Caro VATTENE
senza nessun progetto e zero investimento non si va da nessuno parte e ora di cambiare aria