Il Torino FC e la sindrome del risparmio: persino tracciare una linea dritta diventa impossibile
Non è una suggestione e non è un attacco preconcetto: quanto accaduto prima del fischio d’inizio di Torino-Lecce è la nuda fotografia di una società ormai totalmente contagiata da un modus operandi dove la parola d’ordine è sempre la stessa: risparmiare su tutto, sempre e comunque.
Quando la filosofia aziendale diventa il taglio costante delle risorse, i risultati si vedono a tutti i livelli:
- Strutture e manutenzione: Gli spalti, i servizi e le infrastrutture dello Stadio Olimpico Grande Torino mostrano da tempo evidenti segni di trascuratezza e malfunzionamenti cronici.
- Servizi d’ordine e accoglienza: Tagliati o ridotti al minimo indispensabile per un impianto da massimo campionato.
- Operatività di campo: Persino la tracciatura delle linee e il controllo del terreno vengono affidati a procedure o risorse visibilmente insufficienti per gli standard della Serie A.
Mentre il calcio italiano cerca di vendersi nel mondo come un prodotto d’élite a cifre stellari, la gestione granata dimostra che quando mancano gli investimenti sui dettagli e la cura delle basi, persino la geometria elementare diventa un problema insolubile. I tifosi pagano biglietti ed abbonamenti sempre più cari per uno spettacolo professionistico, non per assistere a logiche da dopolavoro dove si sbagliano le misure del campo.
La linea storta sulla porta non è solo un errore di tracciatura: è la metafora perfetta di una gestione aziendale priva di ambizione, dove la priorità assoluta non è mai l’eccellenza, ma solo il bilancio al ribasso.

La cronaca dei fatti: il test dell’arbitro e la tecnologia KO
A dimostrare che non si tratta di una critica strumentale ma della diretta conseguenza di questa condotta societaria, c’è la precisa sequenza degli eventi vissuta in mondovisione sotto la Curva Maratona:
- La riga storta: Durante il sopralluogo pre-partita, l’arbitro Ermanno Feliciani e i suoi assistenti hanno riscontrato che la linea di porta non era sbiadita, ma storta e fuori allineamento regolamentare.
- Il test dell’orologio: Per verificare il sistema, il direttore di gara ha fatto scorrere manualmente il pallone oltre la linea. L’orologio da polso della Goal Line Technology ha dato esito negativo: i sensori sono andati in tilt a causa dell’errore di tracciatura.
- Fischio d’inizio slittato: Impossibile dare il via alla gara in assenza dei requisiti di conformità.
- L’intervento in extremis: Gli addetti sono dovuti rientrare in campo con la macchina tracialinee per coprire l’errore, ridisegnare la riga a squadro e ripetere i test con l’OK della sala VAR, facendo slittare l’inizio della partita di 15 minuti.
Dimostrare questa catena di eventi non significa accanirsi, ma prendere atto della realtà: una gestione orientata al risparmio a tutti i costi finisce, prima o poi, per far uscire persino le righe dal tracciato.
Non chiamatela fatalità: la gaffe delle righe racconta la vera storia della gestione granata.
Oscar Maiorano


Altra figuraccia … é ora che venda … anzi restituisca il TORO si propri tifosi.
Il nostro Toro gestito alla “pisello di cane”!
Un’altra, VERGOGNOSA, figura di palta in diretta, per un canpionato che dovrebbe essere di serie A!
Guarda cairo, credimi, se mai leggessi queste righe, E’ ORA CHE TU VENDA! HAI FALLITO SU TUTTO! BASTA! Restituisci almeno la dignita’ e la speranza al popolo granata!