Stadio Grande Torino, sarà Propaganda Pre-Elettorale?

Stadio Grande Torino, sarà Propaganda Pre-Elettorale?

Prendete un calendario, segnate le date delle prossime elezioni comunali e fate un salto indietro.

Cosa troverete? Puntuali come un orologio svizzero, riemergono le promesse e i tavoli tecnici sullo stadio Grande Torino. È una sceneggiatura trita e ritrita, un film che i tifosi granata conoscono a memoria e di cui sono stanchi di essere gli spettatori paganti.

Non è un déjà vu, è una strategia politica consolidata: tirare fuori la questione stadio quando serve incassare consenso, per poi rimetterla nel cassetto non appena chiuse le urne.

Le frasi fatte e il “contentino” dei 18 mesi.L’ultima puntata di questa soap opera è andata in onda con le solite dichiarazioni del sindaco Stefano Lo Russo. Ma dietro le frasi di rito — “dialogo costante”, “lavoro in corso” e “apertura al privato” — si nasconde una realtà ben diversa.

Dopo i toni perentori sulla scadenza imminente della concessione, l’amministrazione cos’ha tirato fuori dal cilindro? Una proroga di 18 mesi. Un’estensione “ponte” pensata su misura, a che pro? La risposta si trova sul calendario elettorale: si allungano i tempi, si calcia il pallone in avanti e ci si assicura che il nodo non pettini la chioma prima che le urne siano chiuse.

È il classico rinvio tattico per guadagnare tempo e mantenere viva la promessa durante la campagna elettorale e questa volta è il Politecnico la Foglia di Fico? In questo scenario s’inserisce la mossa del partenariato pubblico-privato coinvolgendo persino il Politecnico di Torino. Un nome altisonante, uno scudo di prestigio istituzionale per dare parvenza di serietà e rigore scientifico a un’operazione finora priva di contenuto.

Ma guardiamo i fatti: dov’è il progetto? Dove sono i plastici, i piani finanziari, i cronoprogrammi? Nel frattempo non è uscito un solo foglio di carta d’identità architettonica o strutturale.

E il sospetto, ormai quasi una certezza, è che da hier alle elezioni non uscirà un bel niente. L’importante è far credere che “ci siano gli esperti al lavoro”, alimentando annunci sui giornali per riempire le pagine di buone intenzioni senza dover mai rendere conto di nulla.

A Palazzo Civico devono pensare che i tifosi granata non abbiano memoria. Ora, nel bel mezzo della “campagna elettorale simulata”, scendono in campo contemporaneamente tre grandi promesse: il Robaldo, il Filadelfia e lo stadio olimpico Grande Torino. Tre opere vitali per il club, tutte e tre ancora vergognosamente incomplete.

È solo una casualità la loro simultanea ribalta mediatica? No, è una cinica strategia di accumulo di annunci per dare l’illusione di un cantiere a cielo aperto che non esiste.E nel frattempo, la prova più lampante di questa gestione fallimentare è a via Filadelfia: il cortile continua a restare chiuso, sbarrato, in totale e sprezzante contrasto con le finalità indicate nello statuto della Fondazione.

Cosa ci si può aspettare da un’amministrazione che, dopo anni e anni, non è in grado di aprire un semplice cancello, pur avendo — per ammissione stessa di alcuni — copia delle chiavi?

E non si pensi che questa inettitudine sia confinata solo tra le mura di Palazzo Civico, sarebbe troppo facile, al Grattacielo della Regione Piemonte, dove siedono altrettanto comodamente all’interno del CDA della Fondazione Filadelfia, il silenzio è altrettanto assordante.

Complici o semplicemente assenti, i rappresentanti della Regione condividono la responsabilità morale e politica di quel cancello chiuso. Se il Comune manca di volontà, la Regione manca di incisività, dimostrando che, quando si tratta di Filadelfia, la burocrazia e il disinteresse sono trasversali e bipartisan.

La pazienza è finita.I tifosi del Toro sono stanchi dei giochi di prestigio tra Palazzo Civico, il Grattacielo e la società di via Viotti (perché la storia si fa con i fatti non con le promesse)quindi i tifosi sono pronti per presentarvi il conto alle urne.

Non crediamo più ai “dialoghi continui” che finiscono regolarmente in proroghe ponte e progetti fantasma. Abbiamo capito che questa “trinità incompiuta” è solo propaganda pre-elettorale.

Dobbiamo ricordarlo con forza: dai tempi della sciagurata demolizione del Filadelfia, TUTTE le amministrazioni comunali che si sono susseguite hanno sistematicamente fatto leva sulla passione viscerale dei tifosi granata per racimolare voti. Hanno usato il patrimonio e i simboli del TORO come un bancomat elettorale. Hanno promesso cittadelle, ammodernamenti e stadi di proprietà per poi tirare a campare con mezze proroghe e comitati di studio.

Come Osservatorio Granata, non ci faremo incantare da questa cortina di fumo. Continueremo a denunciare il cinismo di chi usa i colori granata per la propria campagna elettorale. Alle istituzioni diciamo senza troppi giri di parole: portate un progetto vero, datate gli impegni e firmate gli atti, e magari, per una volta, aprite quel cancello.

Fino a prova contraria, le vostre restano solo vuote chiacchiere da urne aperte e cantieri chiusi.

Oscar Maiorano Osservatorio Granata

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3 Commenti
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9 giorni fa

in base a chi vince le elezioni si sbloccherà anche la questione stadio e la cessione della società ciaooooooooooooo

Maurizio
Maurizio
9 giorni fa

Caro oscar, purtroppo io credo che tanti idioti rivoteranno questo pessimo e squallido sindaco che da più di una anno aveva concordato la strategia col masiota, se ricordo bene accordi presi in silenzio in quel di masio. Io non sono di Torino ma dovete mandarlo a casa questo sindaco…parlatene ovunque anche in trasmissione e senza paura!!!

Mauro
Mauro
7 giorni fa

Il Como dopo un paio d’anni di serie A giocherà la Champion, noi dopo più di vent’anni di Coso presidente sentiamo solo chiacchiere…. ne deduco che il TORO fa veramente paura al sistema creato dai gobbi.

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