Torino Primavera, un 2-2 che fa male

Tra illusioni granata e il solito “braccetto” finale Robaldo, Strada Castello di Mirafiori, sabato pomeriggio.

Avevamo la partita in pugno, la sensazione netta di dominare la scena e tre punti pronti da mettere in cassaforte per risalire la china in classifica. E invece, la nostra Primavera ci regala l’ennesimo finale da mal di testa: contro l’Hellas Verona finisce 2-2, con quel sapore amaro che noi tifosi del Toro conosciamo purtroppo fin troppo bene.

Un primo tempo da vero Toro La partenza dei ragazzi di mister Baldini è stata di quelle che ti riconciliano con il sabato pomeriggio. Aggressività, ritmo e tanta qualità.

Al 7′ ci pensa Luongo a stappare il match e far esplodere la tribuna: inserimento perfetto e palla nel sacco. L’Hellas ci capisce poco e il Torino raddoppia con meritato anticipo al 33′ con una perla di Conzato, bravo a concludere un’azione manovrata ad alta intensità.

Siamo andati all’intervallo sul 2-0: una squadra padrona del campo, solida dietro e fluida davanti.

Sembrava la giornata perfetta per staccarci dai bassifondi e agganciare il treno per le zone nobili.

La luce che si spegne e il solito rimpianto Chi tifa Toro, però, sa che la parola “tranquillità” non appartiene al nostro vocabolario.

Nella ripresa la squadra è rientrata in campo con il freno a mano tirato, accontentandosi di gestire invece di azzannare l’avversario. C’è stata anche la palla del definitivo KO capitata sui piedi di Befani, ma la porta è sembrata stregata.

Come nella più classica delle leggi del calcio, gol sbagliato, gol subito. L’Hellas ci ha creduto, ha alzato il baricentro e al 77′ Akalé ha riaperto i giochi trovando la retroguardia granata troppo morbida.

Da lì in poi è salita la paura: invece di reagire d’orgoglio, ci siamo schiacciati nella nostra trequarti. La doccia fredda definitiva è arrivata all’86’ con la stoccata di Zanin che ha fissato il punteggio sul 2-2.

Guardiamo la classifica: serve una scossa. Il fischio finale lascia in dote un solo punto e il 13° posto in classifica a quota 5 punti dopo le prime cinque giornate. Certo, la stagione è ancora lunghissima e la qualità del gioco espressa nei primi 45 minuti dimostra che la materia prima c’è.

Ma per fare il salto di qualità e dimostrare di avere il vero DNA granata, questi blackout non sono più ammessi.I ragazzi hanno il talento per risalire, ma serve più “garra” nei momenti chiave. Ora testa alla prossima: da questa maglia ci aspettiamo sempre 90 minuti di battaglia, mai 45.

Sempre Forza Toro!

la redazione

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