La Lega Interviene drasticamente sul Terreno dello Stadio Olimpico, mentre il Filadelfia resta un Cantiere Arido. Oggi la Protesta dei Tifosi.
TORINO – C’è un limite a tutto, anche alla pazienza di una tifoseria storica e alla dignità di un club che porta un nome glorioso come quello del Torino. Ma a quanto pare, per l’attuale gestione societaria, quel limite è ancora lontano dall’essere raggiunto. Le ultime vicende legate alle condizioni dei campi di gioco e d’allenamento sono l’ennesimo capitolo, amaro e imbarazzante, di una storia che troppo spesso si ripete.
Dall’Incuria alla Lettera di Fuoco della Lega
L’immagine del terreno di gioco dello Stadio Olimpico Grande Torino, durante l’ultima partita di Coppa Italia contro la Carrarese, è stata un colpo al cuore per chiunque ami questo sport. Un prato, se così si può chiamare, ridotto a un ammasso di terra riarsa e zolle vaganti, indegno non solo per la Serie A, uno dei campionati più ricchi al mondo, ma per qualsiasi competizione professionistica.
Le scuse di circostanza, legate alla siccità e al caldo torrido, non reggono più. Altri stadi in Italia, anche in zone climaticamente simili, hanno presentato campi in condizioni decisamente migliori. La verità è che, a differenza degli anni passati quando le rizollature post-concerti venivano finanziate da terzi, quest’anno il club ha deciso di “risparmiare” (si parla di circa 300.000 euro), posticipando i lavori e lasciando che il caldo facesse il resto. Un azzardo rischioso che ha portato all’intervento diretto e perentorio dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A.
La lettera inviata al club è stata chiara e minacciosa: se il terreno non fosse stato immediatamente ripristinato, la partita successiva contro il Milan non si sarebbe potuta giocare. Il rischio? Niente meno che la sconfitta a tavolino. Un’umiliazione che il Torino, con la sua storia, non si merita. La corsa ai ripari, con l’ingaggio d’urgenza della Rappo, ha salvato il campo (per ora), ma la cicatrice resta e brucia. E mentre il PSG, in condizioni simili, ha dovuto chiedere l’inversione di campo tra le polemiche, il Torino ha dovuto elemosinare un intervento diplomatico per risolvere un problema creato dall’ennesima mancanza di programmazione.
E anche il Filadelfia (non è da meno) da Luogo Sacro Ridotto a Campo Arido
Ma se lo stadio è stato, per ora, “salvato”, la situazione al Filadelfia, luogo simbolo della storia granata e cuore pulsante degli allenamenti, è se possibile ancora peggiore. Il campo d’allenamento è descritto come un “terreno di guerra”, con ampi spazi aridi, irregolarità e zolle ovunque. Qui, la squadra si allena in condizioni non solo precarie, ma addirittura pericolose. Il rischio di infortuni è concreto, come hanno lamentato più volte negli anni gli stessi allenatori. Il club ha annunciato una prossima rizollatura, ma anche in questo caso la domanda sorge spontanea: perché aspettare che la situazione degenerasse così tanto? Un luogo che dovrebbe essere un tempio del calcio e del “cuore granata” è ridotto a uno squallido cantiere arido, ulteriore simbolo di una gestione che sembra navigare a vista.
Oggi la Marcia di Protesta
Tutto questo non può passare inosservato e sicuramente non può che rafforzare la marcia di protesta della tifoseria granata (stanca di questa gestione e di vedere il nome del Torino infangato da simili episodi). Oggi, alle ore 17:00, è previsto un ritrovo dei tifosi proprio fuori dal Filadelfia, il luogo simbolo di questa trascuratezza. Da lì, partirà una marcia di protesta che si dirigerà verso lo Stadio Olimpico,un corteo pacifico ma potente, per gridare la propria indignazione e chiedere un cambio di rotta drastico e immediato.
Il Torino non è solo una squadra di calcio, è una storia, una passione è un popolo che merita rispetto. E oggi, quel popolo, scenderà in piazza per difendere ciò che gli appartiene.
Oscar Maiorano


Non se ne può più
Coso deve andarsene
Che cairo sia, ancora oggi, il proprietario e presidente del Torino e’ una vergogna infinita!